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Il Ristorante Ciocca ha ottenuto anche l’ambito riconoscimento del Marchio di Qualità Ospitalità Italiana, che ne certifica l’eccellente qualità in tutta la provincia di Asti.
Ha riaperto in paese l’ottocentesco albergo e ristorante "Ciocca".
Menù di Pasqua
Coscia di fassone piemontese primaverile
Patè di fegato d’oca
Involtini di asparagi dorati al burro di montagna
con prosciutto cotto e parmigiano
Bresaola di punta d’anca al pompelmo rosa
Insalata di pollo alla Hilde
Risotto agli asparagi e melograno
Chicche alla Toma di Lanzo e Castelmagno
Secondi piatti:
Agnello in casseruola alle erbette fini con patate novelle
Arrosto della vena di fassone piemontese al Nebbiolo con ratatouille di stagione
Dolce pasquale
Acqua
Caffè con grappe castelnovesi
Selezionati vini piemontesi accompagneranno le nostre portate
€ 34,00
Ha riaperto in paese l’ottocentesco albergo e ristorante "Ciocca".
Con una grande inaugurazione, alla presenza di 700 invitati, la "Ciocca" di Castelnuovo Don Bosco ha riaperto i battenti. Dal 1968 Carlo Rustichelli, oggi settantaduenne ex commerciante di bestiame originario di Montafia, con la moglie Elisabetta Bossone (71 anni) di Piea, hanno gestito il ristorante-albergo per 30 anni.
Dopo una pausa di 10 anni e tre diverse gestioni, il figlio Roberto di 34 anni ha deciso di ritornare alle origini e continuare l’attività di famiglia, molto apprezzata in paese.
La struttura (aperta dal martedì alla domenica), comprende un bar, albergo a tre stelle con 30 camere, e il ristorante per oltre 200 coperti, la cucina, curata dallo chef Angelo Andreotti, è tipicamente piemontese, arricchita da una accuratissima carta dei vini (oltre 70). Attivo anche per il servizio bar.
Da qui son passati tanti turisti e personaggi importanti, fra cui l’ambasciatore americano Peter Secchia, originario di Capriglio e parente di Mamma Margherita.
"Il nostro locale" spiega Roberto Rustichelli, "è antico e ha una lunga storia alle spalle: l’edificio infatti risale all’Ottocento ed era di proprietà della famiglia Occhiena di Capriglio. A quei tempi era una delle poche case che formavano la centrale piazza Dante".
"La Ciocca, aggiunge Roberto è rimasta il simbolo del locale, proprio per ricordare la vecchia ciocca di bronzo che gli Occhiena usavano a Capriglio nella loro cascina per radunare i lavoratori a fine giornata. Oggi la campana è tornata a suonare…"
(articolo di M.A.R. tratto da "La Stampa di Asti del 26/04/2008)














